Commento al Vangelo del 27 Settembre 2014 - San Vincenzo de' Paoli

27.09.2014 07:36

Lc 9,43-45
Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato. Avevano timore di interrogarlo su questo argomento

 

Dal Vangelo secondo Luca

In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini». 
Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.


Parola del Signore

 

Chi può chiedere qualcosa al Signore? Chiedergli spiegazioni della sua scelta sconcertante, del suo volere, con durezza, portare a compimento la sua missione anche a costo della propria vita? Cosa ne sappiamo noi, pavidi, fragili, che viviamo una fede di poltrona e pantofole, che misuriamo la bontà di Dio dal successo della nostra vita? Fanno bene gli apostoli, e noi, a tacere: davanti a Gesù sperimentiamo l'inaudita distanza fra le nostre pavide visuali e la sua ardente passione di salvare gli uomini. L'assoluto di Dio svela la nostra mediocrità, la nostra fede fatta solo di applausi e di soddisfazione, mai disposta a mettersi in gioco, mai capace di immaginare che un fallimento può celare una sconcertante e liberatoria scelta d'amore, noi che viviamo una vita mai veramente convertita. Tacciono gli apostoli e avvertiamo quasi plasticamente la solitudine assoluta in cui sprofonda Gesù davanti alla scelta che vuole compiere per salvare l'umanità. Non sono bastate le parole, i miracoli, la coerenza, la misericordia a piegare il cuore dell'uomo. Forse lasciarsi andare fino in fondo, abbandonarsi, donarsi, cambierà qualcosa.

Commento di Paolo Curtaz