Commento al Vangelo del 27 Giugno 2014 - SACRATISSIMO CUORE DI GESU' (ANNO A)

27.06.2014 07:14

Mt 11,25-30
Io sono mite e umile di cuore

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù disse: 
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».


Parola del Signore

 

Ciascuno di noi si fa una sua idea di Dio, mischiando cose sentite, convinzioni personali, esperienze più o meno positive, istinto, cultura...sapeste che brutte cose sento dire di Dio in giro! Una cosa che mi ha stupito, e di cui ho chiesto ragione ad alcuni amici esperti del profondo dell'uomo, è come ci sia connaturale una visione negativa di Dio, raffigurato come un Moloch cui dover rendere conto, perfetto, sì, ma incomprensibile nella sua diversità, sempre curioso delle cose che facciamo, pronto ad abbandonarci in caso di bisogno e a punirci in caso di disobbedienza (disobbedienza a cosa? A ciò che reputiamo essere suo volere? O alle leggi che reputiamo derivare da lui?). Insomma, a sentire molti, Dio è proprio un tipaccio da rispettare ma da evitare! Povero Dio! Non dev'essere facile avere a che fare con noi! Dobbiamo riconoscerlo con onestà: è successo anche al nostro cristianesimo di dipingere Dio in un modo terribile, un Dio giudice spietato, di cui avere timore e rispetto. Gesù ci svela, invece, il volto di un Padre che scruta l'orizzonte per aspettare il figlio che se n'è andato, un pastore che cerca per ore la pecora perduta, il medico che è venuto per curare, colui che, pur potendo, non giudica. Abbiamo ancora molto cammino da fare, amici, per convertire il nostro cuore allo stupore della misura dell'amore di Cristo.

Commento di Paolo Curtaz