Commento al Vangelo del 20 Settembre 2014 - Santi Andrea Kim Taegon, Paolo Chong Hasang e compagni

20.09.2014 07:45

Lc 8,4-15
Il seme caduto sul terreno buono sono coloro che custodiscono la Parola e producono frutto con perseveranza

 

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché
vedendo non vedano
e ascoltando non comprendano.
Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.


Parola del Signore

 

A chi deve essere dato il Vangelo? A tutti. Ad ogni uomo. In ogni tempo. Senza alcuna distinzione. Al Missionario di Gesù Signore non è stata data alcuna facoltà per discernere a chi dare e a chi non dare il Vangelo. Lui invece è stato mandato in tutto il mondo per dare il Vangelo ad ogni creatura e fare discepoli di Gesù tutti gli uomini. Al Missionario la responsabilità di seminare in ogni cuore il glorioso Vangelo di Dio. All'uomo la gravissima responsabilità di accoglierlo. Se non lo accoglie sarà responsabile in eterno del dono rifiutato. Gli erano state aperte le porte della vita e lui ha preferito percorrere sentieri di morte.
La Parabola del seminatore che esce e che semina il suo buon seme su ogni terreno, sulla strada, tra i sassi, tra le spine e infine su terra buona, è raccontata da Gesù proprio per i suoi Missionari. Per dare ad essi speranza, certezza, garanzia. Il seme da loro sparso non rimarrà senza frutto. Essi non lavoreranno invano. Se tre quarti del seme si perdono, un quarto produce in abbondanza. Questa Parabola deve infondere una infinita certezza nel loro cuore. Anche nel luogo che apparentemente sembra duro granito, vi è un angolo di terreno buono sul quale poi maturerà un buon frutto. La grazia di Dio sempre opera quando la Parola viene seminata.
Il Seminatore si dovrà sempre ricordare che Dio non garantirà mai la parola dell'uomo. Questa sarà sempre infruttuosa. Lui garantirà solo la sua Parola. Solo al suo Vangelo Lui aggiungerà la grazia della conversione dei cuori. Spesso se molta conversione non si compie, non è certo perché Dio manca nella sua promessa di accompagnare il dono del Vangelo con il suo Santo Spirito, ma perché il predicatore non dice se non parole dell'uomo, parole della terra, parole di morte. Ora Dio mai potrà fecondare di vita eterna una parola che è di morte. Mai potrà trasformare in luce un parola di tenebre. Questa verità dovrà sempre illuminare la mente del Missionario del Vangelo.
Vangelo e comprensione di esso è per purissimo dono dello Spirito Santo. È lo Spirito Santo che fa incontrare l'uomo e il Missionario del Vangelo. Ma è anche lo Spirito Santo che dona la comprensione al cuore e allo spirito della Parola che è stata seminata. A chi dona lo Spirito del Signore questa comprensione o intelligenza o sapienza della Parola? La dona a chi è umile, mite, puro di cuore. A chi desidera ardentemente conoscere il Signore, la sua verità. A chi è disposto a convertirsi per iniziare un cammino nuovo, nel rinnegamento di sé per essere un vero discepolo di Gesù Signore. A chi invece è superbo, gonfio d'orgoglio, a chi si crede sapiente e intelligente questa grazia viene negata e la luce del Vangelo si spegne per sempre. Si rimane fuori della comprensione e dell'intelligenza del Parola e ci si perde.

Commento del Movimento Apostolico