Commento al Vangelo del 20 Novembre 2014

20.11.2014 07:32

Lc 19,41-44
Se avessi compreso quello che porta alla pace!

 

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo: 
«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. 
Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».


Parola del Signore

 

Ci strazia il pianto del Signore. Pianto dell'innamorato respinto, del portatore di buone notizie inascoltato, del profeta rifiutato. Piange, come piange il genitore che vede il figlio sprofondare nel demone della droga, come piange la sposa che si vede tradita, come piange il parroco che vede la sua chiesa svuotarsi inesorabilmente. Gerusalemme è troppo presa dal suo tempio per occuparsi delle cose di Dio. No, non se l'aspettava una reazione del genere, il Maestro. Era pronto a spiegare, a interloquire, ad accogliere, ma non al rifiuto ostile dei sacerdoti, non all'indifferenza della folla, non alla sufficienza di chi pensa di essere a posto. La profezia sulla città, probabile eco degli eventi storici che influenzano la redazione finale di Luca, manifesta la gravità della situazione. Il grandioso tempio che ha fatto rinascere la città, ancora in costruzione mentre Gesù predica, iniziato vent'anni prima della sua nascita e terminato poco dopo il 60 d.C. sarà distrutto dopo soli dieci anni. Ne valeva la pena? Anche noi: davanti agli eventi drammatici della storia, chiediamoci cosa è veramente importante. E sappiamoci amati fino alle lacrime.

Commento di Paolo Curtaz