Commento al Vangelo del 20 Agosto 2014

20.08.2014 07:39

Mt 20,1-16
Sei invidioso perché io sono buono?

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: 
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. 
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. 
Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».


Parola del Signore

 

Il cuore della parabola di oggi sta tutto nell'annotazione che fanno gli operai della prima ora, che hanno lavorato tutto il giorno sotto il sole cocente. Mentre sono in fila che aspettano la propria paga, vedendo che gli operai dell'ultima ora ricevono un denaro, pensano di ricevere di più. È giusto, logico, tutti l'avremmo pensato, è una questione di giustizia. Poi, quando ricevono anch'essi un denaro, pavidi, invece di chiedere ciò che hanno pensato, chiedono per gli altri di meno. Sono forti con i deboli e deboli con i forti. Un denaro, ci dicono gli esegeti, era lo stipendio base perché una persona potesse dar da mangiare alla propria famiglia. E così capiamo che quell'ultima chiamata alle cinque del pomeriggio, inutile da un punto di vista lavorativo, è l'occasione, per lo straordinario padrone della vigna, di dare il necessario a dei poveracci senza umiliarli. Gli operai della prima ora, invece, chiedono per loro la fame. Mistero della miseria umana e del male che alberga nei nostri cuori! Gioiamo, amici, di potere lavorare nella vigna del Signore, gioiamo nel vedere fratelli e sorelle fare esperienza della misericordia del Signore anche all'ultimo minuto!

Commento di Paolo Curtaz