Commento al Vangelo del 2 Settembre 2014

02.09.2014 07:49

Lc 4,31-37
Io so chi tu sei: il santo di Dio!

 

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità. 
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». 
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male. 
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.


Parola del Signore

 

Che parola è mai questa? Una parola che libera dagli spiriti impuri, che allontana il demone della schizofrenia religiosa di chi "sa" la fede senza viverla, che restituisce dignità alle persone. Che parola è mai questa? Se solo avessimo il coraggio di ascoltarla e meditarla con la fede dei santi! Questa parola scardinerebbe le nostre paure, allontanerebbe ogni demone dalla nostra vita, ci restituirebbe a serenità, ci farebbe volare e non camminare! Non è una parola come le altre, è Dio che agisce in noi, che suscita in noi ciò che dice, che crea, come la sua prima parola, sia, creò l'universo.Che parola è mai questa? La leggiamo dopo duemila anni e sembra che oggi parli al nostro cuore che illumini la nostra giornata e le nostre scelte. Anche noi, stupiti, attingiamo alla Parola che rende Gesù nostro contemporaneo, che ci permette di credere e di scoprire nuovi mondi, di passare di grazia in grazia, di gioia in gioia, di capire il mistero profondo dell'animo umano e dell'universo. Che parola è mai questa? Ancora vogliamo metterla al centro della nostra riflessione, del nostro percorso, sapendo che il Signore sempre parla ai nostri cuori...

Commento di Paolo Curtaz