Commento al Vangelo del 2 Ottobre 2014 - Santi Angeli Custodi

02.10.2014 07:53

Mt 18,1-5.10
I loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». 
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. 
Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».


Parola del Signore

 

Facendoci fare memoria degli angeli custodi la Chiesa ci ricorda che la nostra vita, intessuta di fragilità e preziosità, ha bisogno di essere custodita, di essere accompagnata, addirittura anticipata nel suo svolgersi dalla presenza degli angeli: "mando un angelo davanti a te".

Ne ha bisogno perché c'è un luogo preparato per accoglierci, perché l'esodo della nostra esistenza trovi la sua meta: "per farti entrare nel luogo che ho preparato".

Il Signore parlandoci dell'angelo custode usa il "tu": perché l'angelo custode è il mio custode e questo non perché si disinteressi degli altri uomini ma perché lui è strumento eletto dell'attenzione singolare, personale che Dio ha per me. Per me si preoccupa, per me prepara una casa, la "terra promessa", me custodisce, me difende, me accompagna.

Così come un bambino non si stupisce dell'amore unico, particolare dei suoi genitori per lui, così anche noi, facendoci semplici come un bambino, non ci stupiamo della presenza di un custode il cui compito è non farci perdere la strada e non farci perdere la memoria di Dio. 

Pensare a lui equivale a ringraziarlo e, alzando ancor più gli occhi, a ringraziare il Datore di ogni bene. Ed equivale a riconoscere che condividiamo con lui la stessa missione: custodire.

Donaci Signore di non perdere mai quell'umiltà di cuore che ci porta a non vergognarci del nostro bisogno di essere custoditi e di ringraziarti ogni giorno per il dono dell'angelo, nostro custode

Commento di Casa di Preghiera San Biagio