Commento al Vangelo del 2 Novembre 2014 - COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

02.11.2014 07:42

Mt 25,31-46
Venite benedetti del Padre mio

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. 
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. 
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. 
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. 
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».


Parola del Signore

 

L'uomo non è cattivo né egoista di natura, ma nel corso del tempo si assiste ad una forma di inacidimento, di chiusura verso il prossimo, di opportunismo di egoismo allo stato puro. Ognuno sembra muoversi per il proprio interesse personale, ciascuno guarda al suo orticello, in pochi si staccano dai loro interessi per fare quelli di qualcun altro, a meno che non abbiano un proprio tornaconto personale. Ma dentro l'anima non siamo così, dobbiamo solo trovare la forza di uscire dal bozzolo e cominciare a guardare il mondo con altri occhi, accorgersi che esistono altre persone oltre a noi e ai nostri cari, gente che gravita da sempre attorno a noi, il vicino di casa, il povero che chiede l'elemosina vicino al nostro posto di lavoro, l'anziana che cammina con fatica ed è sempre sola, il bambino che pulisce i vetri al semaforo, il collega che è sempre triste e arrabbiato. Ognuno di loro ha bisogno di noi, a volte nemmeno lo sa. Proponiamoci, non aspettiamo che siano gli altri a chiedere, andiamo incontro all'altro ed allora gli altri verranno incontro a noi. Mi capita spesso con l'Associazione di chiedere favori, merce, denaro per i miei ragazzi, per le nostre attività. Stimolando le persone a far del bene ci accorgiamo quanto amore ci sia in ognuno, ma se non chiediamo, se non ci proponiamo in pochi si rivolgono a noi per darci una mano. Questo significa che l'uomo fondamentalmente è buono, ha solo bisogno di essere stimolato, a volte punzecchiato. Il dialogo permette questo scambio di amore, fa sì che emerga la parte buona di noi. Il Vangelo ci aiuta a capire come fare, cosa sia giusto intraprendere, quale strada seguire.

Commento di Riccardo Ripoli