Commento al Vangelo del 19 Maggio 2015 - Martedì della VII settimana di Pasqua

19.05.2015 07:59

Gv 17,1-11
Padre, glorifica il Figlio tuo

 

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse:
«Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.
Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.
Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.
Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».


Parola del Signore

 

Chi vuole vivere di vita eterna sulla terra, deve acquisire due conoscenze: quella del Padre di Gesù, che è l'unico vero Dio, e l'altra di Gesù Cristo, colui che il Padre ha mandato non come uno dei tanti profeti, ma come nostra sapienza, rivelazione, pace, carità, fede, speranza. Non vi è conoscenza del Padre se non in Cristo, per Cristo, con Cristo. Non c'è dono del Padre se non vi è accoglienza di Gesù Signore. L'Apostolo Giovanni nella sua Prima Lettera rivela due verità che possono aiutarci a comprendere.
Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita - la vita infatti si manifestò, noi l'abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi -, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena (1Gv 1-4).
Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato. In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l'amore di Dio, nell'osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l'acqua soltanto, ma con l'acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità. Poiché tre sono quelli che danno testimonianza: lo Spirito, l'acqua e il sangue, e questi tre sono concordi. Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è superiore: e questa è la testimonianza di Dio, che egli ha dato riguardo al proprio Figlio. Chi crede nel Figlio di Dio, ha questa testimonianza in sé. Chi non crede a Dio, fa di lui un bugiardo, perché non crede alla testimonianza che Dio ha dato riguardo al proprio Figlio. E la testimonianza è questa: Dio ci ha donato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio. Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita (1Gv 5,1-12).

Possiamo ben dire, usando una immagine assai profana, che il Padre è il sole e Cristo Gesù la luce che si irradia nell'universo. Come senza luce il sole mai potrà essere conosciuto, così è il Padre. Nessuno lo potrà mai conoscere senza la luce radiosa che si manifesta dall'umanità di Gesù Signore. Pensare di escludere Cristo Gesù dal Padre e il Padre da Cristo Gesù è cosa impossibile, più che la separazione della luce dal sole. Per un miracolo si potrebbe separare luce e sole. Per un miracolo non si può separare Cristo Signore dal Padre. Essi sono eternamente, divinamente, naturalmente una cosa sola. La distinzione è nelle Persone. Quanti vogliono proporre un Dio unico senza Cristo Signore, altro non fanno che costruire un idolo. Questo Dio non è il Dio vero. È invece un ammasso di pensieri umani ed anche in forte contraddizione. Infatti il Dio degli Ebrei non è il Dio dell'Islam e nessuno dei due è il Dio della Chiesa cattolica. Perché allora ingannarci gli uni gli altri? Perché non proclamare la verità del nostro Dio? Perché non gridare che senza Cristo Gesù non vi è conoscenza vera di Dio?

Commento del Movimento Apostolico