Commento al Vangelo del 18 Luglio 2014 - Mt 12,1-8

18.07.2014 07:52

Mt 12,1-8
Il Figlio dell’uomo è signore del sabato

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. 
Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». 
Ma egli rispose loro: «Non avete letto
 quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato». 

Parola del Signore

 

No, Signore, non abbiamo capito, nemmeno noi. Come i farisei, non abbiamo capito cosa significa che tu desideri la misericordia e non i sacrifici. A volte anche noi riduciamo la fede ad un elenco di regole da rispettare, di riti da celebrare, di preghiere da mandare a memoria e da recitare svogliatamente. Oppure, in nome di una presunta libertà, cancelliamo tutto, confondiamo la spontaneità con l'anarchia, crediamo di essere diversi dagli altri perché annacquiamo la fede nel sentimento fino a renderci indistinguibili da chi non crede. Ciò che tu proponi, invece, è ben diverso. La fede nasce dall'esperienza gioiosa col Padre, dalla consapevolezza di essere amati, e diventa cambiamento di prospettiva: capiamo che solo nell'amore concreto e fattivo possiamo realizzare la nostra vita, capiamo che il mondo ha un progetto da realizzare e che tu ci chiami ad essere tuoi collaboratori. L'osservanza dei precetti diventa, allora, un modo concreto di amare, di esprimere la fiducia nei tuoi confronti. Gesù non è un anarchico che vìola la legge, ma colui che la riporta all'essenziale. No, Signore, non abbiamo ancora capito che tu non ami i sacrifici.

Commento di Paolo Curtaz