Commento al Vangelo del 17 Novembre 2014 - Santa Elisabetta d'Ungheria

17.11.2014 07:02

Lc 18,35-43
Che cosa vuoi che io faccia per te? Signore, che io veda di nuovo!

 

Dal Vangelo secondo Luca

Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». 
Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 
Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». 
Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.


Parola del Signore

 

Come il cieco di Gerico, anche noi seguiamo Gesù glorificando Dio. Lo facciamo perché abbiamo recuperato la vista interiore, perché il Maestro ha spalancato il nostro sguardo, perché ora siamo liberi e vediamo oltre le nostre piccole convinzioni. La fede è una luce che si accende nella stanza buia della nostra vita, una finestra che spalanca le imposte e vediamo tutto in maniera diversa... Seduti a mendicare, aspettando che qualcuno si occupasse di noi, abbiamo sentito l'annuncio: passa Gesù il Nazareno! Sì: passa il Nazareno, e la Chiesa è la comunità di coloro che ne annunciano il passaggio, che dicono a tutti i mendicanti la buona notizia della sua presenza. Grida, il cieco, come noi abbiamo gridato la nostra disperazione, il nostro dolore. Grida e chiede pietà anche se non vede, anche se ancora non crede. E molti gli dicono di tacere, come molti a noi hanno detto di non farci illusioni, di lasciar perdere, che la fede è inganno e illusione, che la Chiesa è marciume e ipocrisia. Ma abbiamo gridato più forte, come più forte grida il cieco. E si ferma Gesù, si è fermato nella nostra vita e ci ha ridato la luce degli occhi dell'anima...

Commento di Paolo Curtaz