Commento al Vangelo del 17 Luglio 2014 - Mt 11,28-30

17.07.2014 07:03

Mt 11,28-30
Io sono mite e umile di cuore

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse: 
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. 
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».


Parola del Signore

 

L'Antico Testamento ci insegna che la vita dell'uomo scaturisce dalla conoscenza e dall'accoglienza nel suo cuore della sapienza. È questa una vera profezia (Pro 8,1-9,6). La Sapienza eterna in Cristo Gesù si è fatta carne ed è venuta ad abitare in mezzo a noi, per daci la grazia e la verità, per ricolmarci di vita eterna, per ridarci la nostra essenza che avevamo perduto il giorno del primo peccato. Tutto è da questa Sapienza incarnata e senza di essa non vi è vera vita nel cuore dell'uomo. Anche in questo la sua mediazione è universale. Tutta la vita in ogni sua forma è da questa Sapienza. Ma cosa significa esattamente andare a Cristo Gesù per essere da Lui ristorati? Significa prendere sopra di noi il suo giogo che è leggero, il suo carico che è soave, la sua Legge che può essere vissuta, il suo Vangelo che può essere osservato. Il ristoro è un frutto della nostra obbedienza alla Parola di Gesù. Si va da Lui, si prende la sua Legge, il suo Vangelo, la sua Parola, la si osserva con coscienza retta, in pienezza di fede, con la carità nel cuore e con una obbedienza pronta e sollecita, e il ristoro, la pace, la consolazione, invadere corpo, anima, spirito. Tutto l'uomo sentirà la presenza della grazia di Cristo Gesù che avvolge il cuore e lo ricolma di vera pace.

Commento del Movimento Apostolico