Commento al Vangelo del 17 Giugno 2015 - Mercoledì della XI settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

17.06.2015 07:11

Mt 6,1-6.16-18
Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. 
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».


Parola del Signore

 

A me questa espressione, un po' sragionevole, fa pensare a quanto sia esigente una gratuità disinteressata, ma anche a come è davvero difficile essere giusti! Per assurdo, neanche il mio corpo deve sapere ed esaltarsi di un gesto di elemosina che ho fatto. Le parole di Gesù sono davvero una spada a doppio taglio, capace di insinuarsi nelle pieghe più nascoste e invisibili dell'animo umano, perché in effetti molti gesti generosi nascondono ben altro. A volte la nostra generosità, anche quella genuina, mortifica gli altri, li umilia, li obbliga a sentirsi debitori. Tanto che è meglio non essere generosi e cercare altri modi di costruire il bene. Le nuove politiche di welfare ce lo insegnano.

Questa pagina di Vangelo unisce giustizia e generosità: l'ostentazione di gesti di giustizia è subito demagogia, ricatto sottile e gentile. Eppure giustizia e generosità devono rimanere valori di fondo della nostra esperienza di relazione, di comunità civile. Ma per esserlo devono collocarsi oltre ogni interesse e gratificazione personale; devono rispondere ad un radicale appello che arriva da altri e magari ci scomoda e non ci restituisce niente.

Commento di Casa di Preghiera San Biagio