Commento al Vangelo del 14 Novembre 2014

14.11.2014 07:23

Lc 17,26-37
Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà

 

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. 
Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. 
In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. 
Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva. 
Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata». 
Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi».


Parola del Signore

 

Stiamo per concludere l'anno liturgico e per iniziare un nuovo percorso a partire dall'avvento, e la Liturgia ci invita a fissare lo sguardo in avanti, a interrogarci sul destino del mondo e sul nostro destino. La Chiesa parla di tre venute di Cristo: quella nella storia, quella nella gloria e quella nella vita di ciascuno di noi. In questo tempo di mezzo che viviamo, aspettando la venuta definitiva del Signore, possiamo farne esperienza attraverso la fede. Questo è il tempo della Chiesa, tempo in cui Gesù affida a noi il compito di annunciare il Vangelo e di rendere presente il Regno, sempre nella logica di una realtà che è già e non ancora. Possiamo realizzare il Vangelo nella nostre comunità, primizia del mondo nuovo. Il ritorno finale del Signore sarà un evento straordinario e positivo, una fine che è una pienezza, non una truce catastrofe! Per noi la venuta finale del Signore è un desiderio di pienezza, di armonia e riconciliazione, non un terribile evento! Le parabole che ascoltiamo in queste settimane ci invitano alla vigilanza e mi piace leggerle per l'oggi: possiamo incontrare il Signore solo se siamo disposti a conoscerlo, solo se lasciamo spazio all'interiorità.

Commento di Paolo Curtaz