Commento al Vangelo del 13 Ottobre 2014

13.10.2014 07:57

Lc 11,29-32
Non sarà dato alcun segno a questa generazione, se non il segno di Giona

 

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. 
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. 
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».


Parola del Signore

 

Siamo sempre a cercare segni, corriamo dietro all'ultimo veggente di turno, sfidiamo Dio a rispondere alle nostre provocazioni: se esisti, Signore, fa' che... Certo, crediamo, abbiamo fiducia, ci mancherebbe altro... Ma se il buon Dio gentilmente si adeguasse... Sono come noi, i contemporanei di Gesù, pensano di non avere bisogno di conversione, cosa vuole questo falegname che si è fatto profeta? Per cambiare opinione chiedono segni eclatanti. Non sono bastate le folle sfamate, e i lebbrosi guariti, né gli zoppi saltellare e i muti cantare. Dicerie, leggende, suggestioni... Serve ben altro per credere che quel galileo dimesso è proprio il Messia! E Gesù risponde, a loro e a noi: nessun segno, generazione incredula, solo quello di Giona. Sì, solo il segno di Giona, la banale predicazione del pavido e svogliato profeta, solo il richiamo generico al cambiamento. Niente di più, niente di diverso. È il nostro cuore che si deve aprire, non è Dio che deve alzare la posta. È il nostro sguardo che si deve aprire, non è Dio che deve dimostrare di essere la luce. Sbrighiamoci, amici, presto, corriamo. È questo il tempo della conversione, ci è necessaria, ci è urgente. Non abbiamo che dei pavidi Giona ad indicarci la strada.

Commento di Paolo Curtaz