Commento al Vangelo del 13 Agosto 2014

13.08.2014 07:43

Mt 18,15-20
Se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. 
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».


Parola del Signore

 

Non siamo chiamati a giudicare le persone, ma siamo tenuti a criticare le azioni che secondo noi non vanno bene.
Una critica costruttiva, fatta con amore, ma una critica che sia come una goccia che possa scavare la roccia. Una critica fatta innanzitutto in un dialogo a due dando la possibilità all'altro di spiegarsi. Se poi ognuno resta delle proprie posizioni è bene cercare aiuto da altri che ci conoscano bene e possano dire la loro. Se anche così non si addiviene ad un accordo è opportuno parlarne alla comunità cui si appartiene, sia essa la famiglia allargata, piuttosto che una serie di volontari più assidui in un'associazione, oppure nel contesto parrocchiale o altri gruppi dove alla base si presume debba esserci amore e dialogo. Se davanti alla stessa critica ripetuta da più persone, il nostro fratello non si convince dell'errore dobbiamo trattarlo come uno che sbaglia perché evidentemente le nostre parole non sono servite a molto. Questo non significa abbandonarlo a se stesso, ma cercare una strada nuova per aiutarlo, una strada che abbini al dialogo qualche altro strumento. Con i ragazzi che non vogliono capire la critica fatta con amore da un genitore, che non ascoltino nemmeno gli amici, che non accettino il rimprovero nemmeno dagli altri parenti, scattano le punizioni perché per noi sanare l'errore di un nostro fratello, di un nostro figlio, deve essere fondamentale e, come Gesù non perde mai la speranza nei nostri confronti, nemmeno noi possiamo lasciar perdere un nostro fratello, amico, figlio fin tanto che non abbia capito dove stia sbagliando

Commento di Riccardo Ripoli