Commento al Vangelo del 12 Luglio 2014

12.07.2014 07:21

Mt 10,24-33
Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore; è sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia!
Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. 
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. 
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».


Parola del Signore

 

Quando Matteo scrive il suo vangelo, probabilmente si sta già vivendo ciò che Gesù aveva predetto, senza grandi difficoltà profetiche vista l'aria che tirava! Dopo la rivolta giudaica e il successivo intervento di Roma, Gerusalemme viene distrutta e il tempio raso al suolo: la classe sacerdotale, fuggita in Galilea, raduna le forze rimaste e inveisce contro i romani e... contro i seguaci del Nazareno. Così, d'improvviso, quella che era considerata una costola della fede ebraica si vede espulsa dalla sana dottrina, proprio da quella classe sacerdotale e da quei farisei che tanto duramente erano stati contestati dalla predicazione di Gesù. I cristiani si ritrovano ad essere "scomunicati" dalla parte ufficiale del giudaismo e perseguitati dai romani, in quanto ebrei. Davanti a tale doppia catastrofe, le parole del Maestro e l'invito a non avere paura di chi può uccidere il corpo ma non l'anima, acquistano una attualità indesiderata. Anche noi, oggi, corriamo il rischio di subire qualche pressione o qualche presa in giro perché viviamo la fede con serietà e passione: non va di moda, oggi, essere cattolici. Se davvero viviamo il vangelo fino in fondo, ci può capitare di fare delle scelte non sempre capite o condivise

Commento di Paolo Curtaz