Commento al Vangelo del 12 Dicembre 2014

12.12.2014 07:31

Mt 11,16-19
Non ascoltano né Giovanni né il Figlio dell’uomo

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse alle folle: 
«A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: 
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.
È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. 
Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».


Parola del Signore

 

Il Battista a molti appariva fin troppo severo, un rigido asceta incapace di godere la vita.

Ma gli stessi non apprezzavano nemmeno Gesù perché gli sembrava troppo "normale", uno che stava bene con la gente, in particolare con i peccatori.

E uno che sta bene con i peccatori "pubblici", che tutti riconoscono come tali, causa sempre un po' di diffidenza, anche nelle persone religiose.

Eppure se ben ci pensiamo due sono i tipi di persone che si "sentono a casa" con i peccatori. Chi sa di essere per primo peccatore e quindi non vede tanta differenza tra lui e loro e chi vive in cuore una grande misericordia verso chi sbaglia: questo è il caso di Gesù e di chi è suo vero discepolo.

In questi termini proprio la persona di fede non dovrebbe definire confini netti, marcare le differenze, perché si conosce nel suo peccato ma nello stesso tempo riconosce la misericordia del Signore su di lei. Non solo: desidera a sua volta divenire strumento della bontà di Dio verso tutti gli uomini.

Chi cammina nella fede dietro Gesù comprende sia l'austerità del Battista che l'apertura a 360 gradi di Cristo verso l'uomo. Riconosce nel loro agire la sapienza di Dio all'opera.

Commento di Casa di Preghiera San Biagio