Commento al Vangelo del 12 Aprile 2014

12.04.2014 07:52

Gv 11,45-56
Per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi

 

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto. 
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». 
Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli. 
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».


Parola del Signore

 

Ezechiele annunzia il ritorno dall'esilio e la riunificazione del popolo sotto un unico pastore. "Farò con loro un'alleanza di pace, che sarà con loro un'alleanza eterna... In mezzo a loro sarà la mia dimora: io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo". Ogni uomo è chiamato a vivere con Dio, in pace e fraternità. Nel Vangelo, l'avvenuta risurrezione di Lazzaro accresce il numero dei credenti, ma accresce l'opposizione dei dignitari del tempio e dei farisei. Càifa', sommo sacerdote, decide: "Non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera". L'interesse politico supera la diatriba religiosa. L'evangelista intèrpreta bene la nuova situazione: "Profetizzò che Gesù doveva morire per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi". La volontà di Dio si realizza: la salvezza si compie grazie al sacrificio del Figlio.

Commento dei Monaci Benedettini Silvestrini