Commento al Vangelo del 11 Giugno 2014 - Mt 10,7-13

11.06.2014 07:42

Mt 10,7-13

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. 
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. 
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace
 scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi».


Parola del Signore

 

Sono passati tanti anni da quando queste parole furono pronunciate da Gesù Signore e noi ancora non ne abbiamo compreso il loro vero, reale, spirituale, eterno significato. Quasi tutti siamo convinti che l'opera dell'inviato di Gesù si esaurisca solo nel dire il Vangelo. Se già dicessimo il puro Vangelo la nostra opera sarebbe risolutrice della vita di ogni nostro fratello. Neppure questo facciamo.
La nostra opera però non si esaurisce solamente nel dire il Vangelo. Gesù ha detto altre cose. Anche se noi consideriamo questa missione esaurita nel tempo, la vediamo ciò che missione e comando temporanei, passeggeri, di breve durata, ciò non toglie che anche nella missione definitiva, non si tratta di dire solamente il Vangelo: "Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»" (Mt 28,16-20).
Ciò che Gesù chiede ai suoi inviati è essenziale che noi lo comprendiamo: non si tratta di dire il Vangelo, bensì di fare discepoli tutti i popoli. Non si tratta di indicare agli uomini una moralità alta e profonda, bensì di fare i cristiani, i seguaci di Gesù. Al Vangelo si deve sempre aggiungere il Sacramento o i Sacramenti della salvezza. In questo comando siamo scaduti, sprofondati. Lo stiamo disattendendo, anzi lo abbiamo del tutto dimenticato. Ancora: è compito degli inviati mostrare concretamente, praticamente, nella realtà quotidiana come il Vangelo va osservato, vissuto, incarnato. Per questo occorre all'inviato la testimonianza di una vita altamente evangelica. Quanto lui dice, predica, proclama deve essere la sua stessa vita. Se parla di povertà in spirito, lui deve essere il più povero e se parla di misericordia, lui deve essere il più misericordioso. Se annunzia la pace, lui deve essere l'uomo del perdono sempre.
Il regno che il missionario predica, non deve essere solo detto o pubblicizzato. Deve essere realmente mostrato presente. Il missionario lo deve mostrare con la sua opera e con la sua parola. Lo deve attestare con la potenza della grazia che agisce per mezzo di lui.

Commento del Movimento Apostolico