Citazione dagli Scritti del Comboni sulla Croce

25.11.2014 09:35

 

“…………Noi, benché pella nostra infermità non siamo indifferenti alla serie di croci (che sono sempre il sigillo delle Opere di Dio), onde siamo circondati, siamo sempre disposti ai più duri patimenti, alle più ardue fatiche, ed alla stessa morte, per raggiungere il grande scopo di ben consolidare queste Missioni dell'Africa Centrale, e chiamare questi popoli alla Fede. Sotto il glorioso vessillo del S. Cuore di Gesù, che palpitò sulla Croce anche per queste povere anime, il nostro grido di guerra fino all'ultimo respiro sarà questo: O Nigrizia, o Morte. “………

…………E' legge costante della Provvidenza che le Opere di Dio sieno contrassegnate dalla Croce. Perciò non è piccolo conforto al mio spirito, benché debolissimo, il vedermi sotto il peso di gravissime croci: queste ci fortificano immensamente al pensiero che G. C. colla Croce salvò il mondo, e l'adorato nostro S. Padre Pio IX colla Croce portò a tanta altezza la gloria del Pontificato, da far dire ad un gravissimo Ministro d'Inghilterra che la Chiesa Cattolica oggi, benché inerme, é la potenza piú formidabile e colossale dell'universo, mentre il ciarlatano Barabba di Villa Severini ha soltamente osato di predicare che il Papato ha fatto il suo tempo. Siano sempre adunque benedette le Croci: le opere di Dio sono solidissime, perché nate appiè del Calvario………….

    Che tutte le opere di salute nascano e si sviluppino a' pie' della Croce è un fatto sancito oggimai dalla costante esperienza di diecinove secoli; e la persuasione di ciò, come tenne forte il mio spirito contro le mille difficoltà, tra le quali l'Opera redentrice dell'Africa radicava, così nei presenti disastri eziandio più e più m'incoraggia……………….

    Ma il Signore, che affanna e rallegra, in quello che con una mano mi offre una croce, a cui coll'entusiasmo di uno spirito, che volentieri accetta un pegno sicuro di protezione, mi sobbarco, additami coll'altra ragioni di speranza e di consolazione. Ho la ferma fiducia che il Divin Cuore di Gesù colla infinita sua bontà e misericordia riparerà a tutti i danni, come Quei che colla sua grazia guidò sempre, guida e guiderà l'Opera santa.

    Nelle nostre sofferenze abbiamo una indicibile consolazione al pensiero che noi soffriamo per Gesù Cristo e per le anime. Oh, il Divin Salvatore ha mostrato una saggezza ineffabile creando e costruendo la Croce. La Croce è il conforto e il rimedio più forte per addolcire i mali della vita e sono ben convinto che è la Croce che fortifica il nostro S. Padre Pio IX nella sua prigione del Vaticano e che lo rende formidabile ai corifei della rivoluzione cosmopolita.

    Ciò tuttavolta non deve punto scoraggiare il Sacerdote, il laico cattolico il quale sentasi commosso dai gemiti di una immensa popolazione dal demonio e dagli uomini schernita: la Croce è il contrassegno di tutte le opere redentrici di Dio, ché tutte nascono e crescono appiè della Croce. Quindi sì pur difficile la redenzione della Nigrizia; sarà più gloriosa. Purché non sia, come non è, impossibile, le difficoltà sole lungi dal recare sgomento devono anzi più e più interessare la carità dei redenti.

    Per mezzo dell'augusto segno della croce, per volontà della Sapienza eterna, noi vediamo il mondo cristiano uscire dalle fitte tenebre, in cui era stato tenuto dalla legge antica; solo la Croce ebbe la forza di operare questo miracolo, ed è per questo che tutte le opere che vengono da Dio devono nascere ai piedi del Calvario.

    Sia ringraziato Dio per tutto, e i nostri generosi benefattori possano avere un'eterna ricompensa per averci aiutati con le loro abbondanti elemosine e con le loro fervide preghiere in questo nostro sublime compito, anche se non poterono contribuire in altro modo, alla nostra opera per il trionfo della Chiesa Cattolica. Il quadro storico che ho preparato per Loro, e nel quale ho tralasciato molte altre cose, è una testimonianza che quest'opera è sorta ai piedi della Croce, e che porta il sigillo della Croce adorabile, per la quale diventa opera di Dio.

 

Del resto, questa terribile prova, lontano dallo scoraggiarci, aumenta il nostro coraggio e ci ha convinti che è una cara e adorabile croce che il Sacro Cuore ci ha consesso per meglio consolidare la grande Opera della redenzione dell'Africa Centrale……..


………Oh, quale gioia un cuore devoto prova a soffrire per Gesù Cristo e per la salvezza delle anime più abbandonate e più trascurate della terra! Sembra che Dio abbia mostrato più amore e saggezza a costruire e a formare la croce, che a creare l'universo. E' la croce che salverà l'Africa. E' la croce che ci fortifica e ci fa restare fedeli al nostro grido di guerra: O Nigrizia o Morte!

 

    S'immagini, signor Canonico, lo stato del mio cuore, le spese straordinarie, i debiti che bisogna fare per dare da bere acqua torbida ai Missionari e Suore; e siamo fortunati quando riusciamo a saziarci di acqua torbida. Non creda però che il mio animo si scoraggi per tanta miseria. No, o Nigrizia, o morte! Combatteremo fino all'ultimo sospiro; ecco il mio grido di guerra. Questa universale desolazione della più vasta, popolata e laboriosa missione dell'universo, qual'è l'Africa Centrale, è un segnale certo della vittoria, perché la croce è il suggello della stabilità delle opere di Dio, le quali devono tutte nascere appiè del Calvario; ed essa sarà da Dio benedetta e sarà convertita. Oh! quanto son care le croci quando toccano dove duole, perché sono presaghe della vera felicità. Siamo nel tempo della Passione; spunterà il giorno della risurrezione e della vita.

    In mezzo però a tante pene è immensa la mia consolazione spirituale per l'acquisto dell'anime e pel progresso dell'Opera della conversione della Nigrizia. Le Opere di Dio devono nascere e crescere appiè del Calvario, e la croce è il contrassegno della santità di un'Opera, e la stessa Madre di Dio fu la Regina dei martiri; e bisogna passar pel martirio, pel sangue, e pella Croce; ed io affranto nel corpo, fidato nel Cuor di Gesù, son più che mai fermo ed incrollabile, cascasse anche l'universo, nel mio grido di guerra, con cui ho fondata ed avviata, contro tanti ostacoli e a prezzo di tante pene, l'opera della Redenzione dell'Africa, son più che mai fermo, dicea, nel mio primo grido di guerra: O Nigrizia, o Morte.

 

martiri comboniani