Card. Vegliò: le migrazioni una risorsa, non un problema

20.11.2014 18:16

 

Città del Vaticano - Bisogna considerare i migranti come una “risorsa per le comunità che li accolgono” e non un problema. In questo modo, infatti, essi possono “cooperare allo sviluppo della Chiesa d’arrivo, contribuendo alla crescita della fratellanza”. Lo ha detto ieri sera il cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti aprendo il settimo congresso mondiale della pastorale delle migrazioni. Per il porporato oggi “emerge la tendenza nel vedere l’immigrato con sospetto e pregiudizio, che apre così numerosi dibattiti che rischiano di sfociare in una deriva xenofoba. In questo clima così preoccupante la Chiesa è chiamata ad agire”. Il card. Vegliò ha sottolineato l’importanza dell’inserimento delle persone immigrate nel settore produttivo dei Paesi d’accoglienza ricordando la loro capacità di creare ricchezza per i Paesi stessi. “Bisogna, però, stare attenti - ha detto - a non misurare lo sviluppo solo in termini di crescita economica o di altri indicatori finanziari, come ha voluto sottolineare più volte il Pontefice”. In conclusione, il cardinale ha ricordato che i migranti, oltre a quelle materiali, presentano anche necessità spirituali verso le quali la Chiesa è chiamata a rispondere attraverso una cura pastorale integrale. “Considerare i migranti come una risorsa per le comunità ecclesiali che li accolgono - ha concluso Vegliò - permetterà loro di cooperare allo sviluppo della Chiesa d’arrivo”. Al Congresso trecento esperti, provenienti da 93 Paesi dei cinque continenti che, fino a venerdì prossimo, discuteranno sul tema “Cooperazione e sviluppo nella pastorale delle migrazioni”. Alla giornata di apertura anche il ministro dell’Interno, Angelino Alfano che ha sottolineato come “il fenomeno migratorio è “senza dubbio una priorità politica e istituzionale del nostro Paese. Mai come in questo momento – ha aggiunto - stiamo assistendo a conflitti e instabilità politiche che spingono milioni di persone a cercare fortuna e dignità lontano dalle loro case. Accoglierli e aiutarli è la scelta responsabile che l’Europa deve compiere per dimostrare nei fatti che la salvaguardia di ogni vita umana è il primo dovere di uno Stato che voglia definirsi civile e democratico”. In Italia si respira “un clima molto pericoloso, reso ancor più torbido dalle bugie di numerosi partiti politici che, con troppa fretta, gridano alle piazze che l’arrivo dei migranti sottrae soldi e lavoro agli italiani”, ha spiegato il titolare del Viminale ricordando i benefici dell’operazione Mare Nostrum e sollecitando un maggior sostegno da parte dei partner europei nell’accoglienza dei migranti: “Troppo spesso l’Italia si ritrova da sola ad affrontare il difficile compito di accogliere i disperati che sbarcano sulle nostre coste. Nella maggior parte dei casi, però, il loro viaggio ha come destinazione l’Europa, e quindi è giusto che tutti i Paesi dell’Unione europea comincino a collaborare realmente con noi per accogliere queste persone”.