Anche Dio spera

27.04.2014 17:13

La speranza di Dio nei confronti dell’umanità

La speranza di Dio nei confronti dell’umanità è tenace e instancabile, ma anche estremamente fragile, perché esposta al rischio di essere da noi tradita... La speranza di Dio è affidata alle nostre mani. Siamo noi i collaboratori della sua speranza.

“Anche Dio spera!” scriveva un missionario, uno che vibra all’unisono con i sogni e le “speranze” di Dio nei confronti dell’umanità. La speranza, per noi uomini e donne, è come l’aria per respirare, la forza che mette in moto le migliori energie, ci fa superare remore e stanchezze proiettandoci in avanti, verso una meta carica di promesse.

Ogni inizio ha bisogno di speranza, e ce n’è davvero bisogno anche nell’iniziare questo nuovo anno. Se la nostra speranza è posta in Dio abbiamo la certezza che non sarà delusa, ma la sua, su che cosa poggia? Certamente la speranza di Dio nei confronti dell’umanità è tenace e instancabile, ma anche estremamente fragile, perché esposta al rischio di essere da noi tradita, e questo rivela ancora di più la grandezza del suo amore nei nostri confronti.

Ma quali speranze può nutrire il cuore di Dio in questo inizio del nuovo anno? Possiamo immaginare che Egli speri in un mondo rinnovato, in cui si faccia strada la vera pace, la fratellanza universale in cui non ci siano più discriminazioni di razza, di religione, tra poveri e ricchi, tra uomini e donne, tra piccoli e potenti. Dio spera in un mondo che sia migliore per tutti, che si apra e accolga finalmente il suo amore manifestato in Gesù, unica vera possibilità di salvezza per l’umanità. La speranza di Dio è affidata alle nostre mani. Siamo noi i collaboratori della sua speranza! Soprattutto i cristiani, che avendo ricevuto tanto, dovrebbero sentirsi vibrare dentro la stessa missione di Gesù, venuto perché tutti abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza, per donare a tutti la pace vera.

L’impegno per la pace – che ci viene richiamato ad ogni inizio anno con la Giornata Mondiale del 1° gennaio - diventa particolarmente urgente in questo nostro tempo. Non possiamo delegarlo solo a chi sta nella stanza dei bottoni, ai diplomatici delle organizzazioni internazionali, ma va messo in atto a partire dal basso, dalle relazioni che ogni giorno viviamo con gli altri, dai gesti quotidiani, dagli stili di vita che conduciamo, che hanno delle ripercussioni a livello planetario. Ci consola il fatto che la pace è prima di tutto “dono di Dio”, un dono grande sì, ma “fragile”. Dio lo affida con immensa fiducia alle nostre mani e “spera” che ci impegniamo a farlo crescere e fruttificare.

La pace è una delle frontiere della missione, ci ricordava Giovanni Paolo II nell’enciclica sulla Missione (Redemptoris Missio, 37): «L’impegno per la pace, lo sviluppo e la liberazione dei popoli; i diritti dell’uomo e dei popoli, soprattutto quelli delle minoranze (…) sono altrettanti settori da illuminare con la luce del Vangelo». E Papa Francesco, nel suo primo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace (1 gennaio 2014), dà un nome ancora più concreto a questo nostro impegno per la pace: “fraternità”; una fraternità da scoprire, da amare e sperimentare, da annunciare e testimoniare come via per dare un volto più umano al mondo.

Allora si può dire che “Dio spera” che tutti lo riconosciamo come Padre, perché è nella sua paternità la radice della nostra fraternità. «Una paternità – dice Papa Francesco - efficacemente generatrice di fraternità, perché l’amore di Dio, quando è accolto, diventa il più formidabile agente di trasformazione dell’esistenza e dei rapporti con l’altro, aprendo gli uomini alla solidarietà e alla condivisione operosa». Qui si trova il fondamento anche della nostra speranza spesso così ferita e minacciata da tanti segni contrari.
 
È possibile percorrere la strada della pace? 
Possiamo uscire da questa spirale 
di dolore e di morte? 
Possiamo imparare di nuovo a camminare
e percorrere le vie della pace? 
Invocando l’aiuto di Dio
voglio rispondere: 
Sì, è possibile per tutti!
Papa Francesco
    
 
(a cura dell'Istituto Secolare Missionarie Comboniane)